Il Botox: affascinante ma anche un po’ spaventoso…
Ma c’è davvero motivo di aver paura?

Attorno ai botulini circolano tantissime storie incredibili e leggende metropolitane! Più che su qualsiasi altro trattamento o prodotto! Questi miti si diffondono e si arricchiscono di nuovi dettagli ogni volta che vengono raccontati da una persona all’altra.


Cominciamo col chiarire che Botox è il nome di un preciso farmaco a base di tossina botulinica di tipo A. Questo nome è diventato così famoso che viene spesso usato per indicare tutta la categoria di prodotti simili, semplicemente perché è stato il primo ad essere utilizzato per la correzione delle rughe d’espressione.

Oltre al Botox, in Russia sono autorizzati altri preparati a base di tossina botulinica: Dysport, Xeomin, Botulax, Lantox e Relatox.
La tossina botulinica di tipo A è un miorilassante che rilassa i muscoli. Questo rilassamento permette di “spianare” le rughe, perché il muscolo non tira più la pelle sempre nello stesso punto.

La tossina botulinica di tipo A non crea dipendenza, anzi: nei 6-8 mesi in cui i muscoli restano rilassati, ci si abitua a non aggrottare la fronte. Ma il processo è completamente reversibile.

Voglio sfatare i miti più incredibili e diffusi tra le persone.

⚠️Mito n°1:
Il Botox paralizza i muscoli e li fa atrofizzare

✔La verità:
Il Botox rilassa, non paralizza il muscolo, eliminando l’ipertono. È proprio l’ipertono a causare l’eccessiva attività muscolare. Quando il muscolo si contrae, tira la pelle e si formano le rughe.

⚠️Mito n°2:
Il Botox è un veleno che rende stupidi

✔La verità:
Qualsiasi neuropeptide è una tossina botulinica! Come si sa, la differenza tra medicina e veleno sta nella dose. Ed è il medico a stabilire la giusta quantità durante la procedura.

Non si diventa “stupidi” per colpa del Botox, ma per le sciocchezze che si leggono online o si ascoltano dalle amiche. Meglio rivolgersi a un bravo medico estetico, farsi consigliare e sottoporsi al trattamento, piuttosto che convivere con le rughe!

Tutti i tuoi dubbi e timori potrò chiarirli durante una consulenza personale.

Autrice dell’articolo: la direttrice sanitaria della clinica, Elena Aleksandrovna.